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A 30 km circa dall'uscita più meridionale di Kruger si trova il confine del Mozambico e proseguendo per altri 100 km si arriva a Maputo, la capitale.
Vista la vicinanza, abbiamo deciso di includere questa città nell'itinerario del nostro viaggio. Siamo arrivata alla frontiera verso le 3 di
pomeriggio. E' la prima volta che ho affrontato un valico africano con la macchina e devo dire che è abbastanza diverso rispetto a quei europei.
Mentre da noi uno sistema tutto stando in macchina, qui bisogna uscire e recarsi negli uffici per sistemare le formalità. Prima ci aspettava
l'uscita dalla Sudafrica ed è andato tutto abbastanza veloce e tranquillo. Arrivati alla frontiera mozambicana abbiamo trovato una confusione
totale; almeno così ci sembrava inizialmente. Alla fine, dopo aver compilato il modulo di entrata (non mi ricordo bene se chiedevano anche il
numero delle scarpe), essere statti fotografati con l'ausilio di un portatile con una web-cam e aggeggio che ci ha preso anche le impronte di
entrambi gli indici, tutto è andato ben. Dimenticavo, abbiamo pagato 51 euro il visto di ingresso (se lo chiedete in ambasciata in Italia costa
70 euro).
A Maputo siamo arrivati di sera. Diversamente dalle città di Sudafrica, abbiamo trovato un traffico impressionante ed anche lo stile di guida
della popolazione non ci è piaciuto molto. Trovato l'albergo, costava un po' di più rispetto a quello che ci aspettavamo, siamo andati al
ristorante di fronte per la cena. A Mozambico si parla portoghese e sono pochi che parlano inglese e questo fatto ci ha regalato una cena più
interessante. Per l'insicurezza del posto, confermataci anche dal personale dell'albergo, non abbiamo fatta la solita passeggiata digestiva.
Giorno dopo, presto di mattina ci siamo dati in esplorazione delle città. Prima cosa che abbiamo notato è la sporcizia, ma tanta, tanta: l'Africa
come uno se la aspetta. Tutti i posti interessanti erano abbastanza vicino all'albergo e così abbiamo fatto una piacevole passeggiata visitando
la casa di ferro progettata dal famose ingegnere francese Eiffel. A pochi passi c'è un bel giardino botanico e la cattedrale di Maputo. Spostandosi
verso ovest abbiamo visitato il mercato dell'artigianato del sabato. Siamo stati assaliti dagli ambulanti che ci offrivano di tutto, dalle
figurine in legno all'ultimo modello dell'iPod, a prezzi non sempre stracciati, ma comunque trattabili. Accanto si trova un castello dell'era di
dominio portoghese.
Avendo visto in mattinata le cose previste, abbiamo deciso di prendere traghetto per andare all'isola di fronte al Maputo. Allo sbarco tanti
venditori del pesce fresco, appena tirato fuori dal mare. Si può comprare per pochi euro e farselo preparare in qualche chiosco che si trova
nel porto. Abbiamo preferito di mangiare in un ristorante ufficiale in uscita del paese. Un piacevole ambiente nell'ombra degli alberi con la
vista su Maputo. E i gamberetti alla griglia che ho preso erano ottimi, i migliori che io abbia mangiato. Non posso dire lo stesso per il vino
bianco che ci hanno servito.
Al rientro a Maputo ci aspettava un bellissimo tramonto. Siamo entrati in un centro commerciale, modernissimo e molto carino per bere un buon caffè
espresso. Per tornare in albergo, visto che era già buoi e la sicurezza non molto garantita, abbiamo preso due moto taxi (eravamo in cinque).
Il breve viaggio era divertente con tanti sorpassi e sfotti. La cena nello stesso ristorante di sera prima e presto a letto. Un piacevole giornata
a piedi, senza macchina, molto rilassante. Domani ci aspetta Swaziland.
Swaziland
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