Il gruppo che l'anno scorso ha visitato la Turchia quest'anno ha scelto una meta più impegnativa, almeno considerando la lontananza: il Sudafrica.
In un primo momento si è deciso di rimanere nella parte nord-est del paese, includendo anche una visita a Mozambico e Swaziland, ma dopo ci
siamo allargati un po' includendo anche un volo interno per ammirare la Città del Capo. L'operazione ha avuto il via con l'acquisto dei
biglietti aerei per Johannesburg via Addis Abeba. La compagnia aerea Ethiopian Airlines ha introdotto da poco il volo che parte da Malpensa ed
anche il prezzo era un po' più basso rispetto alle altre compagnie, attorno a 540 euro a persona, andata e ritorno. Alla fine la cosa si è un
po' complicata perché allll'andata ci hanno mandato con l'Alitalia a Roma, da dove siamo partiti per Addis Abeba, ma il ritorno è andato come era
previsto, cioè siamo atterrati a Milano.
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Tramite questo fantastico mezzo informatico che si chiama Internet abbiamo prenotato anche 3 notti nel parco naturale di Kruger, due notti (che alla
fine abbiamo prolungato in quattro), in un ostello di Cape Town ed anche il volo interno tra Johannesburg e Cape Town, sempre andata e ritorno.
Quest'ultimo 150 euro a testa, che è un low-cost della compagnia sudafricana 1Time, più per il trattamento dei viaggiatori, tutto, bevande e
cibo sono a pagamento, che per il prezzo. Per il resto ci arrangeremo là, improvvisando, seguendo l'intuito e sperando nella buona fortuna delle
scelte che si faranno. E tutto sommato la fortuna ci ha assistito.
Siamo abituati a viaggiare con i bagagli a mano per la praticità. Visto che siamo in 5 si pone il problema dello spazio del baule della macchina
che si noleggerà. Inoltre avendo lo zaino o la valigia con sè, nella cabina dell'aereo, non si rischia di non trovarlo arrivando alla destinazione.
E questo rischio c'è ed aumenta se si deve fare uno scalo come dovevamo fare noi. E così questa volta dovevamo limitarci alle cose veramente
necessarie tenendo conto che in quella parte del mondo stava per iniziare l'inverno, d'accordo subtropicale, ma con le temperature che di notte
si avvicinano anche allo zero. Di giorno le T-shirt, e per la mattina e la sera dei maglioni e le giacche. Sempre parlando del clima, la cosa buona
è che in questo periodo si corre poco il rischio di prendere la malaria in quanto le zanzare sono quasi inesistenti. Soltanto uno dei componenti
del gruppo ha preso la profilassi antimalarica, ma per essere pronti ad affrontare il problema, che non si è presentato, ci siamo portati dietro
qualche repellente.
E alla fine come è andata? Direi piuttosto bene. Non abbiamo incontrato particolari problemi durante il viaggio. Gli alloggi che abbiamo scelto, o quelli
che ci capitavano perché c'era poco da scegliere, sono stati tutti molto decenti e puliti. Anche il tempo era tutto sommato clemente con noi: nel
nord abbiamo avuto anche le giornate estive con 30 gradi durante il giorno. Ci siamo presi anche qualche acquazzone in Cape Town che era da
aspettarsi, visto il periodo dell'anno. E la cosa più importante, abbiamo visto tanto, la bellissima natura incontaminata, tanti animali nel loro
habitat naturale, le città interessanti e posti storici, come per l'esempio il Capo di Buona Speranza.
Nelle pagine che seguono troverai i racconti, le fotografie ed i video file dell'avventura di Five Italian People in Sudafrica.
Johannesburg
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