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Andare a Capo Verde non è mai stato nei miei pensieri. E' stato questo inverno lungo, voglia di caldo a portarmi a febbraio in
un posto non tanto lontano e non troppo costoso. Con il 30% di sconto per tre isole di Capo Verde:
a) Isola di Sal, più turistica;
b) Isola di Boavista, desertica;
c) Isola di Santo Antao, verde, trekking.
ognuna diversa dall'altra (ci sono altre sette isole) non ho potuto resistere. Dopo una accurata ricerca su Internet, sulle tre
isole in offerta ho scelto la b) Boavista dove non c'è niente (niente = locali per uscire di sera) come mi hanno detto in tanti. Ma
come si può dire "non c'è niente" per un posto con delle spiagge bellissime e dei paesini incantevoli, la montagnetta nera, magnetica
con il faro e l'oceano che fa da padrone. La natura selvaggia, forte e carica di energia primordiale che si sente subito appena
sbarcati in aeroporto.
L'aeroporto è stato inaugurato nel 2007 ed è molto bello, tutto all'aperto. Era piacevole trascorrere il tempo necessario per le
formalità aeroportuali di ritorno. All'arrivo abbiamo avuto un problema con il visto che abbiamo pagato in agenzia ma non
risultavamo sulla lista. Così l'abbiamo pagato di nuovo e poi ci hanno restituito i soldi dopo l'intervento dell'incaricato
dell'agenzia che era in aeroporto. Siamo stati avvertiti che potesse succedere e che bisognava risolverlo subito in aeroporto.
Fin qui è andato tutto bene, ma come sarà la sistemazione, Marine Resort? Al forum, come al solito, si possono leggere varie
opinioni e parecchie erano negative; la spiaggia è brutta, le camere sporche, si mangia male. Naturalmente, dipende da persona
a persona, ma c'è anche una parte oggettiva e oggettivamente un po' di allarmismo che sentivo si è dimostrato infondato.
Dall'aeroporto all'albergo si arriva in 15 minuti. Il resort è sistemato sotto una collina e ben inserito nell'ambiente e non è grande.
Le camere, invece, sono grandi con terrazzino e vista mare (credo tutte) che meraviglia! Si va subito in spiaggia, il mare è
molto mosso ma si fa il bagno lo stesso. Niente potrebbe impedirmi di buttarmi nel mare, io amo il mare. L'acqua è calda e sa di
mare, profuma di alghe. Mi accorgo che nessuno fa il bagno; l'acqua è troppo fredda e le onde troppo alte. Ma non per noi
la temperatura è perfetta ed è cosi bello giocare con le onde. Il vento è un altro elemento presente e dominante su quest'isola.
Insieme all'oceano è il sinonimo di libertà. Le spiagge sono tante, una più bella dell'altra, basta fare qualche passo per allontanarsi
dalla spiaggia con ombrelloni e le sdraie per stare da soli. Ci sono le dune di sabbia finissima sulla quale si può camminare e dalla cima
ammirare il tramonto.
La sera la gente si rilassa giocando con le carte o si diverte con un gioco Capoverdiano che si chiama "orril" o "urill". L'abbiamo imparato
anche noi e adesso lo giochiamo anche a casa. Abbiamo comprato la scatola in legno, la custodia con dodici buche scavate nelle quali ci sono
48 biglie. Le biglie sono le bacche dall'omonima pianta. Questo gioco africano fu importato a Capo Verde nel 1462 circa dagli schiavi dalla
Guinea Bissau e dall'Angola ai quali è arrivato dai colonizzatori portoghesi. Come tipo di gioco assomiglia a Backgammon. Ho letto che esisteva
anche nell'antico Egitto e si chiamava "bao".
Tutte le sere all'amfiteatro a cielo aperto sotto le stelle e la luna piena (quando eravamo noi là) gli animatori si esibivano nei
spettacoli comici e di cabaret. Nonostante, o grazie al numero ridotto, soltanto sei persone, le loro performance erano talmente
divertenti e spontanee che mi hanno conquistata. Quasi dimenticavo una cosa importante: la pasta era cotta al dente e tutti i giorni
c'erano due tipi.
Paesi di Boavista
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