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Sal Rei è il capoluogo dell'isola e da quando ha l'aeroporto, in grande espansione. La prima cosa che si nota
sono i numerosi italiani che gestiscono le varie attività legate al turismo, tanti appartamenti in costruzione
e in vendita. La strada che abbiamo fato a piedi dal nostro albergo al centro del paese è accostata da questi
appartamenti e ci sono i lavori al porto che lo trasformeranno in un "portone" che potrà ricevere le navi da
crociera (che orrore). A parte quello, che sarà il futuro dell'isola, Sal Rei è ancora un posto tranquillo con
meno di due mila abitanti ospitali e sorridenti. I venditori di souvenir sono quasi tutti senegalesi ed i
negozietti di merce varia sono gestiti dai cinesi. Abbiamo visitato il piccolo mercato municipale. I prodotti
provenienti dalla loro terra sono pochi; papaya, un po' di fagioli e al piano di sopra l'artigianato locale,
ceramiche di Rabil (laboratorio di cui si può anche saltare la visita) i quadrettini di sabbia e le collane di
cocco colorato.
I ragazzi del Marine Resort ci hanno portati alla messa domenicale nella chiesa che si trova sull'entrata della
piazza centrale (in piazza c'è anche un'altra chiesa). Oltre alla partecipazione ad una cerimonia allegra,
cantata e molto particolare abbiamo contribuito con i soldi raccolti a piastrellare l'asilo nelle baraccopoli.
Bella iniziativa degli animatori, bravi!
Povoacao Velha è l'insediamento più antico dell'isola nella zona del sudovest. Ci siamo fermati là andando
alla Praia de S.Monica. E' un bellissimo paesino dove regna la calma nelle stradine deserte. Le case sono
piccole e colorate e al bar dove abbiamo preso il caffe i muri erano abbelliti dai poster di Jovanotti,
Tom Cruise e altri personaggi dello spettacolo dall'epoca degli anni ottanta. Il tempo non scorre con la
stessa velocità nei posti diversi, lo diceva anche Einstain.
Nel nord ci sono altri paesini dello stesso tipo e stessa atmosfera; Joao Galego e Fundo das Figueiras. Li
abbiamo attraversati andando verso il faro del Morro Negro. Per fare questi spostamenti abbiamo preso un
pick-up con l'autista perché non è facile orientarsi in un posto senza strade in mezzo al deserto.
Morro Negro è una collina nera vulcanica e magnetica dove la bussola non funziona come dovrebbe, c'è uno
spostamento di non so quanti gradi. Per questo motivo ci sono tante navi naufragate intorno all'isola che
per gli abitanti del passato significavano rifornimento dei prodotti alimentari. In un'altra storia si narra
che legavano la lanterna alla coda dell'asino per far naufragare la nave e che da un carico della merce
trasportata hanno vissuto per un anno intero.
Sulle dune in quad
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