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All'aeroporto di Erzurum dobbiamo lasciare la macchina entro mezzogiorno. Partiamo alle 8.30 per avere il tempo per una sosta sulla strada
con l'ossidiana. Portiamo anche il melone per fare merenda. Che spettacolo il bordo della strada tutto nero, luccicante… non possiamo non
prendere qualche pezzo. Per il peso della valigia ci penseremo dopo (siamo partiti con il bagaglio a mano). Arrivati nella città, andiamo
subito in stazione dei pullman per prendere i biglietti per Trabzon per domani mattina. Ogni compagnia ha il suo sportello e bisogna fare
il giro di tutti per trovare l'orario della partenza. Ci accompagnano in centro città e anche il giorno dopo alla stazione (incluso nel
prezzo del biglietto). Mica male!
L'albergo scelto è ancora in ristrutturazione, ma le camere sono molto carine e c'è anche una bella vista dal terrazzo. Visitiamo Cifte
Minareli Medrese, il simbolo della città, uno dei tanti esempi nella zona di architettura selgiuchida. "Medrese" vuol dire scuola coranica.
Accanto all'ingresso si alzano due imponenti minareti decorati con i bassi rilievi e le maioliche turchesi.
Un signore che parla inglese ci accompagna e noi non sappiamo come liberarci di lui. Non ci molla, e alla fine della visita dobbiamo
accettare il suo invito per il tè nel suo negozio di tappeti. Un riposo benvenuto, con un tè gratis. Niente tappeto; quello che piaceva
era troppo piccolo per il soggiorno di Angela.
I maschi ad un certo punto si sono seduti su un scalino davanti ad un ristorante. E' uscito il proprietario con tre sedie e li ha fatti
accomodare sul marciapiede. Volendo ricambiare quel bel gesto, hanno ordinato 3 tè, ma quando volevano pagare il proprietario non voleva
accettare i soldi: "Gratis!". Bella gente, molto ospitale, non soltanto in questa occasione.
Trabzon
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