Castelli di rabbia

di Alessandro Baricco

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Letto nell'aprile 2011

L'indice del romanzo "Castelli di rabbia" è fatto di numeri, i numeri delle pagine ed i numeri dei capitoli; uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette. Alessandro Baricco non fa niente per caso; ogni parola ha il suo peso ed i numeri vanno oltre le misure che possono rappresentare. Sette è un numero magico, esoterico che rappresenta la perfezione, l'unità dell'universo, l'equilibrio perfetto. Tante religioni attribuiscono poteri magici al numero sette. Sette sono le virtù, sette sono i peccati capitali, sette sono i sigilli la cui rottura annuncerà la fine del mondo. L'elenco del "sette" è infinito. I personaggi che si incontrano nel romanzo sono tutti rivolti verso l'infinito.

Il luogo dove sempre si guarda l'infinito è Quinnipak. Solo là si possono incontrare uomini, donne e bambini che fanno quello che sognano. Il signor Rail che compra la locomotiva Elisabeth sperando di riuscire a trovare i soldi per costruire la ferrovia di duecento chilometri. La signora Rail, Jun aspetta il marito, che spesso è in viaggio, e prima del suo arrivo riceve un pacco che significa che sta per tornare il signor Rail.

Lei non sa dove sta ne cosa fa il marito, ne quando tornerà. Ha deciso di stare con lui ad una condizione; che la lascerà a partire un giorno. Jun ha interrotto il viaggio che un giorno riprenderà. Non vuole morire accanto al marito perché non è possibile morire vicino a lui. Ogni personaggio ci racconta la propria storia e le storie e le vite si intrecciano.

Hector Horeau cerca il signor Rail, che ha la vetreria, perché vuole costruire il palazzo di vetro a Londra. "E' la magia del vetro.proteggere senza imprigionare.stare in un posto e vedere ovunque, avere un tetto e vedere il cielo, sentirsi dentro e sentirsi fuori, contemporaneamente. Io metto pezzi di mondo sotto vetro perché quello è un mondo da salvarsi.si rifugiando i desideri, lì dentro.al riparo dalla paura."

Cosa dire di un altro personaggio, Pekisch, inventore di umanofono, per cui la musica è la vita e la morte. Nel romanzo ci sono le immagini che lo riguardano che è difficile dimenticare. Le parole con le quali Baricco descrive la musica (l'armonia dell'anima) creata e sentita spesso solo da Pekisch suonano, sono le note che riesce a sentire anche il lettore.

Il ragazzino Penth aiuta Pekisch nelle sue bizzarri imprese mentre aspetta di diventare grande indossando la giacca troppo grande del padre scomparso. Penth scrive su un libricino le cose importanti che ha imparato per non dimenticarle. Sono le cose che lo aiuteranno nella crescita come la cosa numero "1901. Sesso. Prima togliersi gli stivali, dopo i pantaloni."

Da grande diventa assicuratore, ha una famiglia e vive a Parigi. Conduce una vita normale come tante altre persone ed è sereno, gli piace la sua vita. Si chiede "E' proprio obbligatorio essere eccezionali? C'è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare, come medaglie della propria mediocrità. E io sono uno di quelli."

Anch'io sono una di quelli.sognavo di diventare la giornalista che va in giro per il mondo. Scrivo e vado in giro per il mondo in un modo separato cioè non viaggio per lavoro ma per piacere. E' come mi ha detto un mio cugino "non potrai mai essere in concorso per il premio Pulitzer, ma per il resto che differenza c'è." Mi è andata bene.la vita.

Alle persone straordinarie, visionarie che costruiscono i castelli di desideri la vita spesso risponde con la rabbia e autodistruzione. "Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde."


Hanno tutti ragione