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di Paolo Sorrentino

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Letto nel luglio 2011

Chi l'ha inventata la vita? Un sadico. Fatto di coca tagliata malissimo.

Tony Pagoda è un cantante di successo. Apparentemente ha avuto tutto dalla vita: denaro, notorietà, fama, belle donne ma all'età di settantasei anni è arrivato il tempo di fare un bilancio di ciò che ha vissuto. Siamo in una Napoli "con quell'apertura alata a mare, sterminata" che "ti dà la sensazione che se vuoi puoi fuggire". E' una storia, la sua, che incomincia dalla strada, quella strada che spesso ti da più di qualsiasi istruzione, ti insegna più di un libro. Attraverso i vari episodi della vita di Tony lo scrittore, Paolo Sorrentino ci porta a fare conoscenza di interessanti, spesso bizzarre ed eccentriche comparse. Tra di esse troviamo Mimmo Repetto, il primo grande maestro del cantante, colui che non sopporta niente e nessuno, neanche se stesso, soprattutto se stesso. Gli anni passano e Tony diventa una celebrità. Fa il pieno ai concerti, è inseguito dalle belle donne, è il leader del suo gruppo, conduce una vita luccicante, fatta di feste e tanta cocaina. E' sulla cresta dell'onda.

Ma, si sa, l'esistenza umana non può essere costantemente tale e così, in seguito ad una tournée in Brasile, decide di fermarsi, prima a Rio, poi a Manaus. Annoiato, chiude con il passato. Chiude con l'Italia. Sparisce. La vita in Brasile è fatta di pochezze, come direbbe lo scrittore. I tempi luccicanti sono lontani. A Manaus, dove "gli uomini convivono patriarcali e democratici con gli scarafaggi" trascorre diciotto anni. Diciotto anni di coesistenza con i scarafaggi che "guardano il ddt e ridono beffardi come camorristi di punta". "Di colpo, l'imponderabile". "E' il 31 dicembre 1999" quando la vita di Tony sta per cambiare, di nuovo. Uno sconosciuto venuto dall'Italia con in mano un assegno stratosferico gli offre la possibilità di tornare a casa, di cantare di nuovo, di essere suo amico perché "tutto si può comprare". Una nuova avventura attende Tony, questa volta a Roma.

Il libro ha molte sfaccettature. E' ironico, cinico, intelligente, malinconico ma soprattutto è un libro in cui si percepisce una certa amarezza. L'amarezza per come è diventata l'Italia e per come siamo diventati tutti noi. Abbiamo tutto ma non abbiamo niente, sembra essere il messaggio di Sorrentino. Inizialmente il libro può essere facilmente classificato come un libro leggero ma quando il lettore arriva all'ultima pagina si rende conto che si tratta in realtà di un libro profondo, non è affatto una lettura facile. Ci sono molti passaggi filosofici e altri talmente diretti, semplici da inchiodarti al muro con i ragionamenti che non fanno una piega.

L'esordio di Sorrentino come scrittore è riuscito magistralmente e per chi si fosse affezionato al suo personaggio, Tony Pagoda, consiglio di vedere il film "L'uomo in più". Il film, diretto e scritto dallo stesso Sorrentino riprende le vicende del libro. Da non perdere.

Zia Mame