Ogni cosa è illuminata

di Jonathan Safran Foer

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Titolo dell'originale: Everything Is Illuminated, 2002
Letto nell'agosto 2010

Jonathan Safran Foer ha scritto il suo primo romanzo "Ogni cosa è illuminata" a soli 25 anni. Scrivere così bene a cosi giovane età significa che è nato un grande scrittore. La storia è raccontata a quattro mani; due di Jonathan (personaggio del romanzo) che cerca di mettere insieme i pezzi del proprio passato andando in Ucraina con una vecchia fotografia. E' ebreo, vive in America e vuole trovare la donna (Augustine) che (forse) ha salvato suo nonno dai nazisti. Le altre due mani che scrivono sono di Alex, il ragazzo ucraino che lo accompagnerà insieme al suo nonno Alex e il cane Sammy Davis Junior. Loro lavorano per l'agenzia viaggi che gestisce il padre e il figlio di Alex, Alex. Il viaggio raccontato alle prime pagine è divertente, il linguaggio è fresco e buffo, non solo perché Alex è così, il suo inglese è come "la mia lingua seconda non è altrettanto pregiata".

Cercano il villaggio Trachimbrod di cui si scopre non esiste più una traccia. E stato distrutto dai nazisti con la forza e crudeltà difficili da immaginare...ma, Jonathan ci racconta la fine del mondo:

La fine del mondo è giunta spesso, e continua a giungere spesso. Impietosa, implacabile, latrice di tenebra su tenebra, la fine del mondo è una cosa a cui siamo ben adusi, un fatto abituale, che abbiamo ritualizzato.
Gli ebrei ne sanno qualcosa: "Il Pogrom dei Petti Percossi (1764) fu sciagurato, ma non fu il peggiore, e senza dubbio ne restano di peggiori a venire." La loro ricerca li porta alla porta di una donna vecchia vestita di bianco con i capelli lunghi bianchi. Sanno che lei non è Augustine, ma ci credono lo stesso. Nella sua casa ci sono tante scatole con gli oggetti appartenuti alle persone uccise dai nazisti. E' l'unico testimone ed era l'amante del nonno di Johnathan. Su una foto, sulla grande sorpresa di Alex, c'è un uomo che è identico al suo nonno.

Le storie dei due ragazzi ed i loro nonni si intrecciano e riaffiorano le cose sepolte con la speranza di essere dimenticate per sempre. Però è necessario fare conti con il passato e conoscerlo per stare bene nel presente, il passato è quello che lo illumina.

Alex e Jonathan, che sono coetanei di due paesi molto lontani e diversi uno dall'altro, si aiutano a vicenda a conoscersi meglio. Il loro viaggio insieme è un viaggio alla scoperta di loro stessi, la loro crescita. Il sogno di Alex di trasferirsi in America svanisce. Il tempo di sognare è finito e lui affronta la realtà da uomo che è diventato. Nelle lettere che scrive a Jonathan è evidente il suo cambiamento, i consigli che gli dà non sono più i consigli di un ragazzo, ma le osservazioni molto acute.

Il nonno Alex ha trovato la pace dopo il segreto confessato che ha sopportato per troppo tempo. Vedere il nipote che ha imboccato la strada giusta è una grande soddisfazione. La lezione imparata è: "Cerca di vivere in modo che tu possa sempre dire la verità."

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